domenica 11 novembre 2012

L'ora fatidica non deve passare

L'importante è non farsi sorprendere svegli da un'ora in cui il figlio potrebbe ragionevolmente rientrare: diciamo, riuscire ad addormentarsi entro mezzanotte. 
Se superi la soglia fatidica, è finita: cominci ad aspettare. E addio sonno. Non c'è bisogno delle equazioni di Einstein, la legge della relatività ti piomba addosso con tutta la sua forza: ogni minuto è lungo come un'ora. 
E lui non torna. 
Come di prammatica, ti giri e rigiri nel letto. Cerchi di ingannare il sonno, di intrappolarlo fingendo di dormire. Ma ormai tendi l'orecchio a ogni scricchiolio, a ogni motore che si fermi sotto alla finestra: è pazzesco quanti scricchiolii e quanti motori, all'una di notte. 
Ora va peggio, entri nel territorio dell'ansia vera e propria: di solito torna alle due e sono già le due e mezza (se fosse in moto saresti già alla fase panico, ma per fortuna è in macchina). 
Mandare un sms? Per carità, ha vent'anni, sai che figura con gli amici. 
Ti attacchi a Facebook, guardi foto, le guardi e le riguardi mille volte, passi a Twitter, spii altrui conversazioni. 
Le tre. Non è mai tornato alle tre. 
Non lo chiamo. Ho avuto una madre ossessionante, non voglio seguire le sue orme.
Un giocattolo parlante del figlio piccolo di colpo parte da solo nell'oscurità e dice "A presto!". Cerco di interpretare questo presagio (da un certo punto di vista, in effetti, le tre del mattino
è presto).

Scaccio fantasie di ambulanze. 
Controllo se ho messaggi sul telefonino. 
So che non può esserci nulla di nuovo, ma torno su Facebook. Poi su Twitter. Ascolto a basso volume una canzone dei Modà ("La notte"). Cerco di riconciliarmi con la notte. Richiamo ricordi (lontanissimi) in cui tiravo mattina con gli amici. Ricontrollo se ho messaggi sul telefonino. 
Alle tre e ventisette una chiave gira nella toppa. Silenzio. Passi. Luce che filtra dalle fessure della porta. 
Una palla di piombo si trasforma d'un tratto in un palloncino e vola via dal mio petto. 
Fingo di dormire come un masso. 
Tra un po' dormo. 

2 commenti:

  1. Scritto benissimo.. "una palla di piombo si trasforma d'un tratto in un palloncino e vola via dal mio petto". Davvero bello.

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    1. Mi rendo conto di rispondere un po' in ritardo, ma... grazie!

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