venerdì 9 aprile 2010

Un prodotto della televisione

Mio suocero ha sempre votato come la maggioranza (cioè quasi sempre male). Per questo, da anni, lo uso come strumento di previsione degli esiti elettorali. Funziona benissimo. Vota sempre chi vince. Perfino l'anno lontano in cui ha vinto l'Ulivo era dalla parte dei vincitori: aveva votato Dini (la seconda volta però no, devo ammetterlo).
Come sempre, anche questa volta avevo previsto solo osservandolo che l'astensionismo non avrebbe danneggiato più di tanto la maggioranza: lui infatti ha votato (diversamente da alcuni miei amici di sinistra).
Purtroppo, mio suocero si deve essere accorto del mio interesse sospetto per le sue intenzioni di voto, e si è messo a nascondermele. Però quest'anno ero comunque riuscita a verificare che il suo innamoramento per B si è leggermente appannato, orientandolo più verso la Lega. E infatti.
Ma a tutto questo c'è un motivo, e in fondo è semplice: mio suocero ha come unico canale informativo la televisione. Nei confronti di quanto strombazza l'apparecchio nutre una fiducia da anni '50 o da personaggio di Orwell. "L'ha detto la televisione" è il suggello della verità, che rende una notizia più credibile del reale stesso. Se fuori nevica e la televisione dice che in Lombardia c'è il sole, mio suocero ne conclude che sta per smettere di nevicare o che nevica esclusivamente nel territorio del suo giardino o che quella roba bianca che si vede cadere dal cielo è panna montata.
Da qualche anno mio suocero si beve religiosamente tutte le panzane su B e di B che escono dagli altoparlanti, e questo basta e avanza a spiegare il suo orientamento politico.
Per questo, diffido di chi sostiene che "la televisione non sposta voti". Almeno un voto, quello di mio suocero, lo sposta eccome.

1 commento: