martedì 24 marzo 2015



NON SEMPRE I PREPOTENTI CI PENSANO

E tuttavia a volte non ci pensano, i prepotenti, che può capitare che i deboli abbiano amici molto più forti di loro. Per esempio qui ce lo ricorda, da par suo, Omero (Iliade, I, 33-49)


Il re disse così. Il vecchio ebbe paura e obbedì al comando. E in silenzio andò verso la riva del mare echeggiante.
Ma qui, ora che era solo, pregò a lungo, rivolgendosi al signore Apollo, al figlio di Latona dai bei capelli: "Arco d'argento, ascoltami, tu che proteggi Crisa e la divina Cilla, tu che sei signore di Tenedo, o Sminteo, se mai ho eretto per te un santuario da te gradito, se mai ho bruciato per te cosce grasse di tori e capre, esaudisci la mia preghiera: che i Greci paghino le mie lacrime con le tue frecce".
Così disse, pregando. E lo ascoltò Febo Apollo, e scese dall'Olimpo con il cuore pieno di rabbia, l'arco in spalla e la faretra ben chiusa, da entrambe le parti: e si sentivano le frecce risuonare sulle sue spalle, a ogni movimento. Era furente: scendeva, come la notte.
Si fermò distante dalle navi. Scoccò una freccia: fu terribile il gemito dell'arco d'argento.



 È interessante notare come in questo, che è tra i più bei brani dell'Iliade (I, 33-49) tutto sia definito dai suoni: la preghiera sullo sfondo del mare rumoreggiante, le frecce che sbattono l'una contro l'altra nella faretra, il pauroso stridere dell'arco quando parte la prima freccia.

giovedì 19 marzo 2015

Ed ecco come festeggio la festa del papà. Festeggio con Omero. E faccio gli auguri a tutti i papà, specie i neopapà naturalmente.
E così dicendo, splendente, Ettore tese le braccia al figlio. Ma il bimbo con uno strillo si strinse contro il petto della balia, alla sua bella cintura, spaventato dall'aspetto del suo amato padre, impaurito dall'elmo di bronzo e dal ciuffo di crine che vedeva ondeggiare terribile sulla punta.
Sorrisero il padre amato e la nobile madre: e subito lo splendente Ettore si sfilò dal capo l'elmo scintillante e lo posò per terra;
e baciò il figlio amato, lo prese tra le braccia,
e rivolse una preghiera a Zeus e agli altri dei:
" Zeus e voi dei tutti, fate che questo mio figlio cresca come me, primo tra i Troiani, così forte e bello, e sia signore di Ilio: e che un giorno qualcuno, vedendolo tornare dalla guerra, possa dire 'è molto più forte di suo padre'; e ne riporti le spoglie sporche di sangue del nemico ucciso. E la madre se ne rallegri nel cuore."
Disse così e restituì il figlio alla sposa, mettendoglielo tra le braccia: ed ella lo strinse al seno odoroso, sorridendo tra le lacrime. Lo sposo, guardandola, si commosse. E l'accarezzò, parlandole.

Iliade, VI 466-484

Ma parliamo di questo padre, che dice del figlio "possa diventare molto più forte di suo padre", non "come suo padre", non semplicemente "più forte", no, ma proprio "molto più forte di suo padre", questo è un grandissimo padre. Un padre adulto, che non gareggia con i suoi figli come certi padri-bambini o padri-adolescenti (che conosco), ma, giustamente secondo il suo ruolo, sa che deve fare loro da trampolino (il che implica saldezza ed elasticità, insieme).

domenica 8 marzo 2015

Fortunatamente, fortunatamente donna

Ostinatamente. Insistentemente. Allegramente. Consapevolmente. Istintivamente. Dolcemente. Aspramente. Creativamente. Generosamente. Egoisticamente. Ironicamente. Intelligentemente. Ottimisticamente. Solidaristicamente. Necessariamente. Stranamente. Singolarmente. Opprtunamente. Fortemente. Splendidamente. Fortunatamente, fortunatamente, fortunatamente DONNE.